Il vigneto di proprietà si compone di circa 20 ha. dislocati in vari poderi nelle diverse contrade
viticole in agro di Barile tra cui: Rotondo – Macarico – Pian di Carro – Gelosia,
veri e propri crus vocati da sempre all’eccellenza.
L’azienda inoltre, accoglie dalle precedenti generazioni, preziosi accordi di conduzione del vigneto e di conferimento delle uve,
con anziani vignaioli, sia in comune di Barile, che in quelli limitrofi, ove sono coltivate da sempre,
oltre al classico Aglianico, altre varietà tra cui Moscato e Fiano.
Aspro, inquieto, struggente: il Vulture. Il vulcano dimenticato,
rilievo scuro sull’orizzonte di una terra magica di campanili, di preghiere, di cicli contadini e
fremiti industriali.
Il Vulture incantato che partorisce – benedetto frutto di una fortunata, eterna fecondazione –
questo vino emblema, specchio, metafora del territorio da cui sgorga, che disegna i confini di
una regione generosa e segreta, incastonata tra due mari, solcata da cinque fiumi, segnata da
frontiere di verde e da una memoria profonda e sofferta.
Frutto benedetto, rosso, rosso come il sangue cupo che batte nelle vene.
Rosso passione di uomini e donne vissuti, amati e morti in queste contrade millenarie,
diverse e uguali nel tempo che pure scorre, come il vino dalle botti. Frutto benedetto che ammalia e stordisce. Si chiama Aglianico e il suo sapore è potente: parla
dei cieli sconfinati del Sud, del fumo di legna bruciata, della succosa uva che fermenta, delle
umide grotte che custodiscono e cullano giovane vino da stappare.